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Gli esseri viventi sopravvivono meglio se in cooperazione fra di loro in un consorzio sociale. Il collante di tali cooperazioni è la comunicazione, il linguaggio. Ed il linguaggio non è altro che un insieme dei codici simbolici (di natura verbale o non verbale) che permettono di trasmettere, conservare, elaborare informazioni.
Detto questo e a mio parere, niente è più ricco e completo di simboli quanto lo è l’Arte, specie quella Moderna e Contemporanea, che affonda le sue radici in un patrimonio umano immenso.
Ma da un certo punto in poi, gli artisti in gran parte hanno smesso di comunicare alle masse, e si sono limitati a farlo verso una ristretta élite di addetti ai lavori, probabilmente solo per un fattore economico (ciò che è esclusivo, costa di più…), unito ad una decadenza che periodicamente colpisce l’umanità come un disastro naturale. E questo è sempre stato il mio cruccio. Che peccato, che spreco…
Ora, la prima grande differenza che vedo fra un artista ed un artigiano, è che il primo, se vale il pane che mangia, non si limita a dimostrare la propria perizia tecnica, ma ottiene attraverso la sua opera, un miglioramento anche infinitesimale nello stato d’animo di coloro che ne fruiscono. Se non aiuti a sentirsi meglio chi guarda ciò che hai realizzato, non stai facendo un lavoro completo con la tua arte.
I bimbi a cui ho fatto lezione negli anni alle scuole elementari, mi hanno insegnato che se vuoi far capire qualcosa di astruso, ti conviene trovare un oggetto o una situazione simili a ciò che vuoi spiegare, che però sia già molto famigliare al bimbo. E voilà, avviene il miracolo, la piccola illuminazione.
Ricordo che spiegai con successo cosa fosse una mongolfiera a dei bimbi che non sapevano cosa fosse, grazie ad un palloncino e un piccolo cestino di vimini pieno di matite posizionato al di sotto. Le matite erano le persone. Goal!
E non se lo sono più scordato.
Ecco, qui c’è l’essenza del mio lavoro.
Da più di vent’anni faccio questo:
prendo qualche tipo di icona universalmente conosciuta, e la “trasferisco” come soggetto centrale in capolavori dell’arte Moderna e Contemporanea. La familiarità con l’oggetto (o personaggio) che ho usato, stempera l’iniziale diffidenza verso l’opera d’arte e spinge l’interlocutore a guardarla in modo più confidente e rilassato, e magari lo induce in seguito anche a voler conoscere meglio l’autore ed approfondire la conoscenza delle sue opere. Direi che è tutto qui.





Riferimento opera di Renè Magritte